> Essere non recitare

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“Essere, non recitare” riassume la metodologia di lavoro dello Studio Laboratorio dell’Attore che si basa sul “senso di verità” e si richiama ai principi di K. Stanislavskij e altri importanti maestri del ‘900 (V. E. Mejerch’old, E. B. Vachtangov, R. Boleslavski, M. Cechov, J. Grotowski, L. Strasberg).

"Essere, non recitare": da noi il termine “recitare” viene sostituito con la parola “essere”, per indicare che il processo creativo porta l’attore a pensare e agire a livello profondo come se fosse il personaggio.

"Essere, non recitare" fornisce all’attore gli strumenti per imparare a creare sullo spazio scenico una esperienza di vita, invece di “recitare” il personaggio.

"Essere, non recitare" consente all’attore di reagire con verità a una situazione falsa: ciò significa trasportare sullo spazio scenico la logica della vita, e non “recitare” la vita.

"Essere non recitare" significa che le azioni fisiche e il testo che l’attore utilizza devono diventare l’espressione naturale di ciò che sta avvenendo dentro di lui.

 

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